A ZONZO SULLE STRADE DEL FRIULI

Cronaca di viaggio a cura di Giorgio Improta

 

 

 

Era da tempo che desideravo organizzare un tour del Friuli per fare conoscere a chi non c’era mai stato le bellezze paesaggistiche della regione e le opere di ricostruzione effettuate dopo il terribile terremoto del maggio e del settembre 1976. L’occasione mi è stata offerta dalla effettuazione in Udine della tradizionale festa del FRIULDOC, che si svolge annualmente nel mese di settembre. Con l’autorizzazione della presidenza del Camper Club FIDENZA ho preparato un programma articolato in modo da poter, massimo in otto/nove giorni, far visitare le principali cittadine e fare ammirare i monumenti più prestigiosi presenti nel territorio. Il tour è stato riservato alla partecipazione dei soli soci e con un tetto massimo di solo otto camper e si è tenuto dal 15 al 22 settembre.

L’arrivo dei partecipanti  era previsto nel pomeriggio del giorno 15 settembre  nel parcheggio ed AA di Via Chiusaforte in Udine. Il tempo, dopo molte giornate soleggiate e calde, si è improvvisamente guastato ed una fitta pioggia è caduta su Udine per tutto il giorno. Mentre ero in attesa dei partecipanti sono stato avvertito telefonicamente da due soci che, per motivi strettamente personali, non potevano essere presenti. Verso le ore 16,00 è arrivato il camper condotto da Beppe Sangalli da Darfo-Boario e, verso sera, è giunto quello dei coniugi Aidone da Venezia.

Abbiamo deciso di non sostare in tale area e così ci siamo trasferiti in un comodo parcheggio di Feletto Umberto, una cittadina alle porte di Udine, dove sosto spesso con il mio camper quando, insieme a mia moglie friulana, torno ad Udine ove ho vissuto per trentuno anni.

Al mattino, alle ore 08,30, armati di ombrelli ed equipaggiati contro le intemperie con il bus nr.2 ci siamo recati in Udine per visitare la città e per partecipare alla festa del FRIULDOC. Siamo scesi dal bus in Piazza Primo Maggio ai piedi del colle che si erge nel tessuto urbano cittadino, colle che la tradizione popolare vuole sia stato fatto innalzare da Attila per poter osservare l’incendio di Aquileia, città romana distrutta dagli Unni. Qualche storico asserisce che anche la parola “Udine” derivi dall’ etimo “Odino”, divinità dei popoli barbari dell’est e del nord Europa.

Percorsa Via Manin siamo giunti in Piazza Libertà, già Piazza Contarena, forse la più bella piazza di stile veneziano della terraferma; abbiamo ammirato il porticato di San Giovanni, la stupenda Loggia del Lionello, sede di alcune sale di rappresentanza del Municipio, le statue di Ercole e Caco (che i friulani chiamano Florean e Venturin), l’arco Bollani disegnato dal Palladio e la rinascimentale mole del Castello al quale si accede per un porticato gotico.

Abbiamo attraversato le vie del centro piene di bancarelle, stand gastronomici e punti di ristoro; la pioggerella che ci ha accompagnato per tutta la mattinata non ci ha impedito di ammirare le bellezze artistiche dei palazzi e delle piazzette; abbiamo anche visitato il Duomo con gli affreschi del Tiepolo ed un piccolo museo, l’Oratorio della Purità affrescato dal Tiepolo e da suo figlio Giandomenico, la sconsacrata chiesa di San Francesco ove era allestita una mostra organizzata dai due più grandi complessi industriali friulani, Danieli e Pittini, colossi nella siderurgia europea.

Verso le 12,30 ci siamo fermati ad uno stand gastronomico per uno spuntino a base di “frico” (tipico formaggio latteria fritto), polenta abbrustolita e birra, Un buon caffè in un bel bar di Via Mercatovecchio, la via più elegante di Udine, ha concluso la nostra visita. Dopo aver atteso per circa un’ora che terminasse di piovere a dirotto, alle 16,30 in bus siamo ritornati al parcheggio di Feletto Umberto. Alle 19,30, sotto una pioggia battente, sono giunti i coniugi Orselli da Piombino.

Il mattino del giorno 17, domenica, alle ore 09,00, in bus siamo tornati ad Udine; in piazza Primo Maggio abbiamo ammirato la facciata della celebre Chiesa dei Serviti, Santa Maria delle Grazie con il pronao tetrastilo neoclassico, il Liceo Classico “Stellini” ed il Conservatorio. Alle ore 10 eravamo dinanzi al portone dell’Arcivescovato per andare ad ammirare i famosi affreschi di Giovanni Battista Tiepolo, in uno dei quali vi è l’autoritratto del pittore. Dopo la visita abbiamo continuato la passeggiata per il centro affollato di turisti e visitatori, ammirando ed apprezzando la qualità dei prodotti esposti nei vari padiglioni dagli espositori.


Il pranzo è stato consumato in due gruppi separati; alcuni hanno optato per un menù a base di pesce ed altri invece hanno preferito degustare le specialità tipiche friulane. Ci siamo ritrovati al termine in Piazza Libertà per proseguire la visita; prima di prendere il bus per il ritorno siamo transitati davanti al palazzo della Università ed alla casa di Giovanni Ricamatore, detto Giovanni da Udine, pittore e  architetto, collaboratore di Raffaello nei lavori del Vaticano a Roma. In serata sono arrivati i camper di Fabbriani, il nostro presidente, da Fontanellato e di Auro e Michela Bertani da Carpi.

Puntualmente il giorno 18, alle ore 08,30 ci muoviamo con i camper per recarci a Spilimbergo in provincia di Pordenone; attraversiamo piccoli e ordinatissimi paesi e, dopo aver superato il fiume Tagliamento, arriviamo a Spilimbergo situata su una lieve altura alla destra del fiume. Parcheggiamo i camper nell’area attrezzata di via Udine, posta all’inizio dell’abitato e vicino al duomo, fornita anche di colonnine dell’elettricità (gratuita) per 12 automezzi.

Dopo aver dato un rapido sguardo al Duomo ed aver attraversato la via principale della cittadina, di stampo medioevale e con alcuni palazzi con le facciate affrescate, siamo arrivati alla Scuola Internazionale del Mosaico per una visita guidata, prenotata per le ore 10,00. La Sig.ra Sandra, guida autorizzata dell’Istituto, ci ha accompagnato per le varie aule fornendoci con eloquio brillante e competente tutte le spiegazioni sull’organizzazione dell’ Istituto, la sua vita didattica e sulle varie fasi della formazione professionale degli alunni. Al termine abbiamo ammirato una significativa collezione dei migliori lavori fatti dagli allievi durante il loro percorso didattico di tre anni scolastici.

Alle 11,00 abbiamo proseguito la visita di Spilimbergo; in particolare il Duomo, ricostruito dopo il terremoto del ‘76 ed il castello. Alle 12,00 tutti a pranzo presso l’osteria “Il Bàchero”, noto nella zona per la degustazione del baccalà, accompagnato da polenta abbrustolita e buon vino delle grave del Tagliamento. Il pranzo è terminato con gli strucchi (piccoli dolci farciti) e prosecco.

 Al pomeriggio era previsto dal programma iniziale di recarsi a Maniago a fare visita ad una coltelleria; le due ditte segnalatemi dall’assessore alla cultura del comune all’ultimo momento non hanno dato la loro disponibilità alla visita e pertanto ho anticipato la visita a San Daniele del Friuli, prevista per gli ultimi giorni. Alle 16,30 eravamo con i camper nell’area attrezzata vicino al palazzetto dello sport. Appena giunti Orselli si è accorto che dal cofano motore veniva giù liquido; infatti un manicotto dell’impianto di raffreddamento del motore si era rotto e pertanto ha chiamato il soccorso stradale.

           Dopo la provvisoria riparazione del danno iniziamo la visita alla cittadina; visitiamo il Duomo, dedicato a San Michele Arcangelo, con la fastosa facciata ornata di statue preceduta da una scalinata. Il campanile, iniziato nel 1531, è stato disegnato da Giovanni da Udine. Successivamente ci siamo recati a visitare la chiesa gotica (ora sconsacrata) di Sant’.Antonio Abate la cui abside è arricchita dai bellissimi affreschi che costituiscono il capolavoro di Pellegrino da San Daniele, certamente il più bel ciclo di affreschi rinascimentali del Friuli. Una visita ai resti (miseri) del castello e poi tutti al parcheggio per la cena.

            Il mattino del giorno 19, verso le ore 09,00 siamo giunti a Taboga di Gemona in quanto Orselli doveva fare riparare il danno al motore del suo camper. Nell’attesa tutti a fare spese in un supermercato dei fronte all’officina di riparazione. Alle ore 11,00 siamo  partiti per recarci alla prossima meta : Aquileia . Lungo il percorso siamo passati per Palmanova, la città-fortezza di Venezia, con cinta muraria a forma di stella ad nove punte, vero capolavoro di architettura militare. La bellezza di Palmanova si può apprezzare solo dall’alto; a tale scopo, durante l’estate,  l’APT propone ai turisti una escursione in elicottero con sorvolo della città per ammirarne la bellezza architettonica. Nell’attraversarla noi abbiamo fatto un giro completo della bella e spaziosa Piazza Grande di stampo rinascimentale.


             Alle 12,30 eravamo ad Aquileia; abbiamo sistemato i camper in un parcheggio e pranzato. Una breve pausa per il caffè e poi subito a visitare i pochi siti archeologici esistenti, resti degli edifici di quella che era, all’epoca della distruzione da parte di Attila, la quarta città d’Italia e la decima dell’impero. Notevoli i resti del porto fluviale, del foro e del sepolcreto e la bellissima basilica con i suoi splendidi mosaici del pavimento, della cripta dell’abside e della cosiddetta “cripta degli Scavi”. Partiti da Aquileia siamo arrivati a Grado detta “La Perla dell’Adriatico” e ci siamo fermati con i camper nella nuovissima area attrezzata, ben segnalata già al termine del ponte sulla laguna e dotata di colonnine per la corrente elettrica (gratuita per il momento). A piedi siamo subito andati a visitare la cittadina di stampo veneziano, con campi, campielli e calli. Abbiamo fatto appena in tempo, data l’ora tarda, a dare una scorsa all’interno della basilica di Santa Eufemia; l’antica basilica di Santa Maria delle Grazie invece era chiusa per restauri. In Piazza della Vittoria abbiamo ammirato i resti (le fondamenta ed alcune parti del pavimento musivo) della basilica detta di Piazza Vittoria, del secolo V d.C. Il ritorno al parcheggio dei camper è stato fatto percorrendo in parte il lungomare.

             Alle 08,45 partenza da Grado per Gorizia; dopo 30 km. circa ci siamo sistemati nell’ area attrezzata di Gorizia, posta a 5' di cammino dal centro della città. Subito la visita al Duomo con una facciata del 1920 e l’interno, a tre navate, che richiama la ricchezza barocca dell’ultimo Rinascimento. Usciti dal Duomo, una ripida erta ci porta al Castello, cinto da una muraglia con sei torrioni semicilindrici. Visitiamo, a pagamento, la parte vera e propria del castello, con un cortiletto irregolare all’interno e con varie sale al piano terra ed ai superiori arricchite con mobilio ed armi del ‘700. Interessante la ricostruzione della vita del Castello relativamente alla cucina ed alla sala da pranzo. Dai camminamenti di ronda vista panoramica sul Carso, sul Monte Sabotino e sulla parte del Goriziano in possesso della ex  Jugoslavia ed ora della Slovenia. Al termine della visita abbiamo attraversato le principali strade del centro per ritornare al parcheggio.

    Dopo il pranzo ed il riposo alle 14,45 ci avviamo per raggiungere Cividale del Friuli; abbiamo costeggiato il Collio, famoso per i suoi eccellenti vini e meta preferita dai turisti per le sue numerose e ben fornite trattorie. Attraversiamo Cormons e Corno di Rosazzo, le cui vie sono intitolate ai più famosi vini nazionali ed internazionali. Proseguiamo e sulla sinistra si vede la famosa tenuta ed il castello di Rocca Bernarda con i suoi pregiati vini. Arrivati a Spessa ci dirigiamo verso la collina ed andiamo a visitare una cantina; in quelle ore ferveva l’attività per la vendemmia in atto; nonostante ciò siamo stati accolti con cordialità e simpatia e siamo stati accompagnati in una breve ma interessante visita per illustrarci le varie fasi della lavorazione e conservazione del vino. Al termine, dopo un gradito assaggio di insaccati e vini prodotti dall’azienda, tutti noi abbiamo fatto scorta di buon vino per allietare le nostre mense.

    La destinazione successiva è Cividale del Friuli; vi giungiamo verso le 17,00 e sistemiamo i camper nel parcheggio posto accanto al passaggio a livello della ferrovia Udine- Cividale; a piedi raggiungiamo il centro della cittadina per la visita. Cividale è l’antica Forum Julii ( da cui trae origine il nome Friuli) , forse fondata da Giulio Cesare ma sicuramente valido presidio romano per la sicurezza delle valli contro l’invasione dei barbari. All’ingresso dell’abitato, nella prima piazza che incontriamo vi è il monumento dedicato ad Adelaide Ristori, celebre attrice drammatica del 1800 ( Cividale ha dato anche i natali al famoso Vittorio Podrecca, morto nel 1960, fondatore di di una rinomata compagnia di marionette detta “I piccoli di Podrecca”, allo storico longobardo Paolo Diacono, autore della “Historia Longobardorum”, ed ai Re d’Italia Ratchis, Astolfo e Berengario ). Proseguendo notiamo il Palazzo Municipale, con le sue arcate ogivali, del sec.XIV e sul piazzale la copia della statua di Giulio Cesare che si trova in Campidoglio, a Roma..

              Nella Piazza del Duomo si trova la chiesa di Santa Maria Assunta, iniziata nel 1457, distrutta dal terremoto del 1502 e ricostruita in forme rinascimentali nel 1529; dopo aver ammirato l’interno della chiesa, ampio, e solenne, suddiviso in tre navate di cui la centrale con la volta a botte, abbiamo attraversato la Piazza dove si trovano due palazzi di notevole fattura, quello dei Patriarchi e quello dei De Nordis, il primo disegnato dal Palladio. Entrati nel Borgo Brossana abbiamo incontrato una casetta medioevale del XIII secolo e successivamente, nel Piazzale di San Biagio abbiamo preso il breve sentiero che porta al “Tempietto Longobardo” denominazione corrente dell’ Oratorio di Santa Maria in Valle, il principale monumento cividalese e un esempio singolarissimo di arte alto-medioevale (sec.VIII). La visita successiva è stata all’ipogeo celtico, noto come “carcere romano o prigioni longobarde”, serie di cunicoli che scendono a metà della sponda del Natisone, fiume scavalcato dal leggendario ed ardito Ponte del Diavolo che si visita dopo l’uscita dall’apogeo.

Infine, durante l’itinerario di rientro ai camper, abbiamo percorso Via Mazzini e, nella Piazza Paolo Diacono, in parte con portici e con una fontana al centro, ci siamo soffermati davanti al numero civico 29, casa del XIV secolo, con monofore ogivali adorne di terrecotte,  che si vuole sia stata eretta sul luogo della casa natale di Paolo Diacono (lapide). Siamo partiti da Cividale diretti a Tarcento, ove abbiamo pernottato nella bella ed alberata area attrezzata, situata sul lato destro del fiume Torre, in via Sottocolle Verzan.

                 Alle ore 09,00 del giorno 21, dopo aver tutti fatte le operazioni del camper service, siamo partiti per Gemona, ricordata per la prima volta come Castrum Glemonae da Paolo Diacono nel 611 d.C.; all’arrivo abbiamo parcheggiato i camper in un’area di sosta nella parte alta della cittadina, nei pressi del Duomo, che è stato la nostra prima meta della visita. Provenienti dalla Porta Udine, l’unica rimasta delle sette porte che immettevano nella parte antica di Gemona, a destra è situato il Duomo nella cui facciata è posta un’imponente scultura raffigurante San Cristoforo. L’interno è  gotico, a tre navate di cui la mediana, molto alta e di poco più larga delle laterali, conferisce all’edificio solennità e slancio. In una cappella laterale vi è esposta la documentazione fotografica e descrittiva dei danni subiti dal sisma del 76 e dei lavori di restauro eseguiti per riportare la chiesa all’antico splendore. Una passeggiata lungo il corso principale ed uno  sguardo alla facciata della sede comunale , completamente ricostruito nelle fattezze originarie, ha concluso la nostra visita a Gemona.

                 La tappa successiva è stata Venzone, pochi chilometri a nord di Gemona; monumento nazionale, antica cittadella fortificata, è uno dei più illustri centri storici del Friuli e certamente il più integro fra quelli medioevali grazie ai vincoli edilizi. Il centro storico è circondato da una cerchia di mura medioevali (unico esempio in Friuli) a doppia cortina con fossato all’esterno e tre porte turrite; il perimetro e di circa 1300 metri, vagamente esagonale, le  parti originali risalgono al 1258. Abbiamo sistemato i camper nel nuovo ampio parcheggio, dotato anche di una fontanella per l’acqua, a ridosso delle mura. Percorsa a metà la via principale Via Roma) si giunge alla Piazza Libertà ove si trova il Palazzo Comunale, bellissimo esempio di architettura civile gotico- veneziana. La fontana della piazza è del 1878. Proseguendo per Via Roma si giunge al Duomo, eretto a partire dal 1308. La struttura assai articolata risente dell’influsso dell’arte danubiana in certe soluzioni; l’interno è vagamente a croce latina, con ampio transetto e con le absidi fiancheggiate da due torri di cui la sinistra costituisce il campanile. All’esterno un’ edificio custodisce i  22 cadaveri mummificati per un singolare processo naturale di disseccamento attribuito all’azione di una muffa.

                  Dopo aver pranzato e riposato siamo partiti con i camper per Bordano, piccolo borgo non lontano da Venzone e noto per le sue case affrescate con motivi inerenti le farfalle; a Bordano abbiamo visitato anche la “Casa delle Farfalle”, museo dedicato ai graziosi lepidotteri. La visita si svolge inizialmente presso una sala di accoglienza dove un video presenta tutte le caratteristiche e le curiosità sulla vita di tali insetti. Successivamente si passa in vari ambienti ove vivono farfalle, in un habitat climatico e floreale simile a quello d’origine. Un breve giro per le vie di Bordano per  ammirare i lavori d’affresco sulle case eseguiti da artisti sconosciuti, dotati però di fantasia e talento.

      La giornata si è conclusa con un trasferimento ad Artegna, cittadina a sud di Gemona; prima abbiamo consumato un aperitivo nel bar della piazzetta del Comune, successivamente siamo andati a cena in una trattoria del posto, locale semplice ma con una buona cucina e con prezzi  modesti. Nel piazzale di tale trattoria abbiamo trascorso la notte.

               Al mattino del giorno 22 ci siamo trasferiti ad Udine, sostando con i camper nel parcheggio di Via Chiusaforte., con il bus numero 1 che ha il capolinea nei pressi del parcheggio siamo andati ad Udine a fare una visita del centro senza le bancarelle, i tendoni e le infrastrutture erette per il FRIULDOC e per dare la possibilità a Fabriani ed ai coniugi Bertani di ammirare, oltre la città, anche gli affreschi del Tiepolo nell’ Arcivescovato. Prima di rientrare in parcheggio per consumare il pranzo abbiamo gustato l’aperitivo in un bar di Piazza Matteotti, già del Mercato Nuovo, di fianco alla Chiesa di San Giacomo eretta nela seconda metà del 1300 , con una vivace facciata lombardesca del principio del 1500; sopra il portale, sormontato da un balcone, è l’orologio e la bassa cella campanaria aperta da una bifora.

               Dopo il pranzo ed un’ora di riposo siamo partiti per la vista conclusiva della giornata e del tour. Villa Manin di Passariano. Vi siamo giunti imboccando la SS 13 in direzione Venezia, attraversando la cittadina di Campoformido (nei secoli scorsi denominata Campoformio, celebre per il trattato con il quale Napoleone nel 1797 cedette la Repubblica Veneta all’Austria), costeggiando la base aerea delle Frecce Tricolori ed imboccando, prima di Codroipo la statale 252 detta Napoleonica.

     La villa trae il nome dalla famiglia Manin e nella quale abitò l’ultimo doge di Venezia Ludovico Manin. L’edificio è a tre piani, coronato da attico decorato di statue, è fiancheggiato da due lunghe barchesse perpendicolari che racchiudono un ampio prato limitato sul davanti da due peschiere; di fronte vi è un’ampia esedra porticata, diretto proseguimento delle barchesse. E’ la villa più grandiosa dell’area friulana ed è proprietà della Regioni Friuli - Venezia Giulia, Abbiamo visitato la cappella con l’annessa sacrestia, la scuderia che raccoglie carrozze e vetture d’epoca, l’armeria con pezzi di eccezionale rarità ed il Parco della villa, esaltato nel 1700 come luogo di delizie per il ricco patrimonio naturalistico.

              Dopo la visita siamo rientrati verso Udine recandoci per la sosta notturna nel parcheggio di Feletto Umberto. A sera siamo andati a gustare un squisita pizza napoletana in una pizzeria poco lontana dal parcheggio; si è  concluso in allegria un tour svolto in piena armonia fra i partecipanti e senza alcun intoppo durante lo svolgimento.

              Invito coloro che già sono stati in Friuli e che leggeranno questa relazione a ritornarvi per un approfondimento sulla storia e sulla bellezza di questa terra; nel caso che non vi si fossero mai recati potranno utilizzare queste mie note di viaggio per un gradevole soggiorno.

 

 

 

 

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