VIAGGIO A LOURDES 19-27 MAGGIO 2007

Cronaca di Mara

Sabato 19 maggio ore 5.00. Finalmente è arrivato il momento di partire per il viaggio programmato da tempo da me e Bruno in compagnia di Auro e Michela  e le rispettive mamme Alba e Maria. La meta principale? Lourdes, non ignorando però le tante opportunità offerte dal viaggio. Io e Bruno entriamo in autostrada a Fidenza e al parcheggio di Bastelli ci uniamo all'altro equipaggio che è partito da Carpi. Sosta veloce per gasolio e caffè sulla bella riviera ligure e a Ventimiglia lasciamo l'Italia. Sostiamo in una bella area di sosta dell'autostrada francese  per gustare l'insalata di riso preparato da Michela, davanti alla quale io e Bruno rinunciamo ai nostri pallidi carrè, e via, Costa Azzurra e poi Provenza, fino ad Arles, Nimes, Montpellier, Beziers. Oggi la nostra meta è Carcassonne. Già dall'autostrada la vista delle mura che cingono la città è incantevole. Il "Camping de la citè" non è lontano dall'uscita, ha ottimi servizi ed è collegato alla città da un percorso pedonale che fiancheggia un piccolo corso d’acqua. Man mano che ci si avvicina, si entra pian piano nell'atmosfera medievale di questa cittadina racchiusa da mura perfettamente restaurate. La sua fondazione risale addirittura al 3500 a.c., passando da una iniziale colonizzazione neolitica ai Celti, ai Romani, ai Visigoti, agli Arabi, poi ai Franchi di Pipino il  Breve. Dopo un paio di secoli di perfetta convivenza tra Cattolici e Catari, nel 1209 cominciarono le Crociate contro questi ultimi che portarono la città nelle mani della corona francese, per divenire un'importante roccaforte militare a difesa del confine con la Spagna. Carcassonne presentava una netta divisione in due parti: la "ville"o città bassa, che rappresentava il potere economico con le sue produzioni tessili, e la città alta sede del potere spirituale e politico, cioè dei Vescovi e rappresentanti del re. Dall'800 le due parti delle città vennero riunite e dalle produzioni tessili si passò alla viticoltura, ancora oggi importante per la zona. Dal 1997 Carcassonne è patrimonio mondiale dell'Unesco. Noi visitiamo borghi e viuzze con bei portoni antichi e torri imponenti e ci lasciamo affascinare anche da un grande negozio di golosità come caramelle e dolcetti sfiziosi che sembra uscito da una fiaba.

 Domenica 20 maggio ripartiamo da Carcassonne sotto una pioggia sottile che ci accompagnerà per buona parte della settimana. Vogliamo raggiungere Lourdes, camping La Poste in rue de Langelle dove io e Bruno siamo stati l'anno scorso. E' un piccolo campeggio, praticamente il cortile della casa dei proprietari che affittano anche camere. E' proprio per le sue ridotte dimensioni che abbiamo pensato di farci riservare due piazzole telefonando alcuni giorni prima. Si trova nel cuore della cittadina, nelle vicinanze  dell'Ufficio Postale, da cui prende il nome. Ci sistemiamo e, subito dopo, usciamo per una prima visita alla città e per reperire informazioni sui mezzi coi quali raggiungere il Santuario. La distanza non è molta, una quindicina di minuti a piedi, ma bus e taxi renderanno il tragitto ancora più agevole alle signore Maria e Alba.

Ci facciamo tutto il percorso da Porta San Michele e attraverso la grande spianata raggiungiamo il Santuario, proseguendo passiamo davanti alla Grotta e ci dirigiamo verso la zona delle piscine dove un volontario ci informa che per potervi accedere ci si deve mettere in fila alle 6 del mattino, la cosa ci procura qualche disappunto ma......grazie alla perseveranza di Michela riusciremo, l'ultimo giorno, ad avvicinarci tutti a questa particolare esperienza. Visitiamo i 3 livelli della Basilica partendo dal basso, dalla Cripta, alla quale si accede attraverso un lungo corridoio coperto di ex voto. Fu la prima Cappella costruita in risposta alla richiesta della Madonna a Bernadette, le cui reliquie sono qui custodite. Sopra alla Cripta si trova la Basilica Nostra Signora del Rosario, il cui complesso architettonico è fortemente simbolico e si rifà alla corona del rosario che la Madonna aveva in mano nelle apparizioni. La grande cupola rappresenta il cielo, la sua base è la terra, le quindici cappelle dei transetti e del coro sono i Misteri Gaudiosi, Dolorosi e Gloriosi del Rosario.

La Basilica dell'Immacolata Concezione, chiamata anche Basilica Superiore, è posta sulla cima della roccia della grotta e il presbiterio si trova esattamente sopra il luogo delle apparizioni. Qui ci soffermiamo a leggere l'iscrizione su marmo che ufficializza e riconosce, da parte della Chiesa,  l'autenticità delle 18 Apparizioni della Madonna a Bernadette Soubirous dall'11 Febbraio al 16 luglio 1858. Le vetrate illustrano la storia di Maria Vergine dalla nascita alla proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione da parte del Papa Pio IX nel 1854 e le Apparizioni di Lourdes del 1858. Ci muoviamo con discrezione, all'interno, in questo momento viene celebrata la messa in tedesco.

Attraverso il ponte delle arcate attraversiamo il fiume Gave, il cui corso, come ci illustrano due grandi  pannelli, è stato deviato due volte dopo le apparizioni in quanto scorreva proprio ai piedi della Grotta. Da questa sponda si trovano  strutture di accoglienza per i Pellegrini e  la moderna Basilica Sainte Bernadette, alle cui spalle si trova la cappella dell'Adorazione Eucaristica. Più in là, nel vasto prato, si trova la grande tenda dell'Adorazione Eucaristica, luogo di raccoglimento di cui mi aveva parlato una mia cara amica che viene qui spesso in pellegrinaggio come accompagnatrice dei malati. Ci soffermiamo un poco. E' questo il luogo di  più intimo raccoglimento insieme alla Grotta.

Alla Grotta, nei 3 giorni di permanenza a Lourdes, ci siamo soffermati più volte, perchè è un luogo veramente speciale, non è possibile non esserne affascinati pensando alle Apparizioni, delle quali nel 2008  ricorreranno i 150 anni, e alla grande devozione che ogni giorno richiama migliaia di fedeli in un silenzio surreale rotto soltanto dal rumore dell'acqua che sgorga al suo interno  e alimenta le fontanelle da cui tutti possono attingere per bere e per portarsi via, in tutto il mondo, il segno tangibile del proprio pellegrinaggio.

Santa Bernadette è la protettrice dei malati proprio perchè la malattia segnò gran parte della sua vita, dal 1858 sono 60 le guarigioni miracolose ottenute da pellegrini che a Lei si rivolsero e riconosciute ufficialmente dopo un iter che possiamo immaginare estremamente rigoroso. La sera della domenica partecipiamo tutti alla processione che ci porta a percorrere il cammino dalla Grotta a tutta  l'Esplanade nei due sensi fino al culmine sul sagrato della Basilica.

 

Lunedì 21 maggio ci porta per le strade intorno al Santuario che sono zeppe di negozi di souvenirs e dei prodotti tipici di questa regione dei Pirenei, come i formaggi e la lana di cui sono tessuti vari capi, tra i quali spicca il classico mantello con conchiglia al collo, simbolo del pellegrino.

Sotto il grande prato verde dell'Esplanade davanti alla Basilica si nasconde una sorpresa! Una Basilica enorme dedicata a San Pio X, il primo Pontefice che fece visita a questi luoghi dopo le apparizioni. E' costruita in calcestruzzo completamente sottoterra, ha la forma di scheletro di barca rovesciato circondata da ampie rampe. L'interno è decorato da 52 "gemmaux" (quadri in cristalli speciali illuminati) che illustrano la Via Crucis e la storia delle Apparizioni, e da 39 grandi tele di Santi e Beati di tutto il mondo. Con i suoi 2.000 metri quadri può contenere 25.000 persone.

 

Martedì 22 maggio. L'ultimo giorno a Lourdes visitiamo la Fortezza che domina la città, lo Chateau Fort, che in epoca medievale era la residenza del conte di Bigorre. Dalla sua sommità, che raggiungiamo con una faticosa scala a chiocciola,  si ha una vista eccezionale sul Santuario e su tutta la città. All'interno è ospitato il museo dei Pirenei con ricostruzioni di ambienti, arti e tradizioni popolari di questa regione.  L'ultima sera a  Lourdes assistiamo alla processione dall'alto della Basilica, per fissarci nel cuore e negli occhi il ricordo di questo fiume di fiaccole che accendono la notte di suggestione e spiritualità.

 

Mercoledì 23 maggio ripartiamo per proseguire a Ovest verso la Spagna: meta San Sebastian che raggiungiamo a ora di pranzo, dopo avere attraversato fuori dall'autostrada, la caratteristica cittadina portuale di Bayonne.

San Sebastian è una splendida città in stile Belle Epoque dei Paesi Baschi Spagnoli (Donostia in basco), si trova a 30 km. da Biarritz , molto vicino quindi al confine con la Francia, dal XIX sec. meta balneare di regnanti, per questo è tuttora considerata la località balneare spagnola più elegante e alla moda con i suoi caffè, ristoranti e boulevardes con negozi di alto livello e alberghi di lusso. Ci concediamo un bel giro della città che culmina con un aperitivo in un locale tipico che offre una serie di invitanti stuzzichini. Si coglie la fierezza di una terra che rivendica la sua autonomia dalla Spagna attraverso le iscrizioni sui muri nell'incomprensibile lingua basca e nel tipico copricapo indossato dagli anziani. Torniamo in bus al campeggio situato sul monte Igueldo, che insieme all'altro monte Urgull chiude la baia della Concha (conchiglia) e la sua bella spiaggia,  godendoci, durante il tragitto, la  stupenda vista mozzafiato dell'insenatura sull'Oceano .

 

Giovedì 24 maggio lasciamo la Spagna per ripercorrere buona parte del nostro cammino di rientro e raggiungiamo la Camargue. A Les Saintes Maries de la Mer siamo in pieno pellegrinaggio dei Gitani che come ogni anno in questi giorni festeggiano Santa Sara portandola in processione fino al mare secondo un loro antico rituale. Purtroppo non troviamo posto nel campeggio più centrale e siamo così "costretti" ad attraversare la cittadina col camper, la qual cosa ci permette di farci un'idea dei colori e della vivacità che caratterizzano questi giorni di festa. Il campeggio dove troviamo posto è lontano dal paese. Per questo e per la presenza massiccia di zanzare decidiamo di non fermarci che per la notte.

 

Venerdì 25 maggio si riparte, ripassiamo il confine verso l'Italia. Auro e Michela conoscono una bella area di sosta a Finale Ligure, che raggiungiamo piazzandoci proprio davanti agli scogli. Anche se il maltempo ci perseguita ancora riusciamo a stare un po’ sugli scogli a farci bagnare dagli spruzzi del mare. Il paese è un centro di turismo sia estivo che invernale, con tante attività commerciali e turistiche ed è l'ideale per fare una passeggiata e per fare provviste.

 

Sabato 26 maggio  Mattinata dedicata ad un'altra rilassante passeggiata. Approfittiamo del sole per percorrere le due vie parallele al mare che costituiscono l'impianto urbanistico di una città che fu per molti secoli base commerciale per traffici marittimi. Nel pomeriggio, mentre io e Bruno, Alba e Maria riposiamo,  Auro e Michela raggiungono a piedi Finalborgo. Ce lo descrivono durante la passeggiata che facciamo dopocena  e.....   guarda caso, si ferma vicino a noi uno di quei trenini che fanno giri turistici e che di lì a poco farà l'ultimo della serata  proprio a...  Finalborgo!!!!! Tutti a bordo senza pensarci un secondo ed eccoci diretti in un paese rconosciuto fra i più bei borghi d'Italia. La fama è proprio meritata. E' un gioiellino con il suo campanile, le sue piazzette, i chiostri, i piccoli borghi con antiche case dai portali barocchi che creano un insieme molto suggestivo. Lo stile degli edifici si deve alla dominazione spagnola, succeduta alla fine del 1500 ai savonesi  Marchesi Del Carretto, che ne fece un Governatorato. Davvero una bella serata e (ahimè)  domani si torna a casa!

 

Domenica 27 maggio si riparte da Finale Ligure, l'ultima tappa è a casa  nostra a San Secondo. Una piacevole tavolata tra tutti noi rende meno amaro il distacco coi nostri compagni di viaggio. Siamo stati davvero bene, è stato un viaggio che non dimenticheremo, perchè ci ha arricchito dentro sia per i luoghi che abbiamo visitato, con il loro carico di umanità, ma anche per lo stare tutti insieme a condividere e affrontare grandi emozioni e piccoli contrattempi della quotidianità.