Siamo al giorno 1 maggio e
la frenesia di raggiungere al più presto il centro di Vienna si impossessa di
tutti quelli che, come me e mia moglie, per la prima volta visitano la
splendida città. In bus e metropolitana raggiungiamo la piazza dove sorge il
duomo di Santo Stefano, considerata, a ragione, la più bella chiesa gotica
dell’Austria. Non sto qui a descriverVi la bellezza architettonica del portale
d’ingresso, delle guglie, del maestoso e suggestivo interno; posso soltanto
consigliare chi non è mai stato a Vienna di andarci al più presto per poter
ammirare questo immenso capolavoro dell’ architettura. Rita ed io vi torneremo
senz’altro! Usciti dal duomo riceviamo un pugno allo stomaco dalla visione
dell’ abominevole (per i miei gusti estetici) Haas-Haus, edificio
ultramoderno, progettato dall’architetto Hans Hollein ed inaugurato nel 1990.
Ci riprendiamo dallo shock quando imbocchiamo l’elegante Kärntnerstrasse, con i suoi lussuosi negozi, area pedonale dal 1973, per recarci a visitare la Cripta dei Cappuccini ove sono sepolti 145 persone della famiglia Asburgo; in una sala vi sono le tombe di Francesco Giuseppe, di sua moglie Elisabetta (la celebre Sissi) ed il principe ereditario Rodolfo, morto suicida insieme all’amante, Maria Vetsera, nella palazzina di caccia di Mayerling. La mattinata è trascorsa camminando per i larghi viali e le immense piazze fino alla chiesa di S.Carlo, fatta costruire da Carlo VI in onore di San Carlo Borromeo nel 1716. La grandiosa facciata venne abbellita con le due torri ispirate alle colonne di Traiano e Marco Aurelio. Visitiamo il piccolo museo e l’interno della chiesa. E’ ora di pranzo, velocemente torniamo sui nostri passi e, in Kohlmarkt, un tempo il mercato del carbone, ci sediamo ad un tavolo del ristorante Nordsee dove gustiamo un delizioso piatto di pesce e patate al forno, annaffiato da ottima birra.
Sono le ore 14 quando varchiamo l’ingresso della residenza imperiale per ammirare la splendida collezione dei servizi da tavola e delle argenterie di corte; notevoli il centrotavola di Milano, piatto in bronzo dorato lungo oltre trenta metri, il servizio inglese donato dalla regina Vittoria a Francesco Giuseppe, tre servizi di Sevres donati da maria Antonietta al fratello Giuseppe ed il grande servizio di vermeil realizzato per 140 coperti. Successivamente siamo entrati negli appartamenti dove vissero Francesco Giuseppe ed Elisabetta; è possibile accedere alle varie sale e saloni, privati e di rappresentanza, ed alla toeletta di Sissi con gli attrezzi ginnici in legno e la vasca di rame in cui si immergeva nell’acqua fredda già alle cinque del mattino. Al termine, una passeggiata per il centro fino al Danubio, una birra fresca e poi il rientro in campeggio. A sera si cena tutti insieme, ognuno con le proprie vivande.
Una splendida mattinata di
sole ci accoglie all’alba del 2 maggio, giorno dedicato alla visita di
Schönbrunn e del Prater; alle 9 entriamo nella vasta spianata al termine della
quale sorge l’imponente palazzo con la facciata adorna di paraste e dipinta nel
caratteristico giallo oro. Delle 1441 stanze di Schönbrunn solo 40 al primo
piano sono accessibili al pubblico; in ognuna di esse campeggiano grandi stufe
in maiolica. E’ possibile scegliere se visitare 22 o 40 stanze del castello; noi
optiamo per la seconda ipotesi e, aiutati dalla guida elettronica fornitaci
all’ingresso (come in tutte le altre visite effettuate durante la nostra
permanenza in Austria), abbiamo potuto ammirare la magnificenza dell’arredamento
delle stanze e dei saloni e delle opere d’arte in esse contenuti. Al termine
della visita al castello ci aspetta una piacevole passeggiata nell’immenso
parco, i cui giardini furono ridis
egnati sul modello francese di Versailles. Ai
piedi del palazzo, un ampio viale rettilineo, fiancheggiato da aiuole apre una
prospettiva che corre sino alla fontana di Nettuno. La veduta prospettica si
chiude sulla Gloriette, monumento eretto sul sommo della collina, nel punto in
cui l’originario progetto avrebbe previsto la costruzione del castello.
Terminata la visita si torna
in campeggio per il pranzo; un breve riposo e poi, alle 15.30, si parte per il
mitico Prater. All’ inizio si trova il grandioso Luna Park la cui ruota
panoramica, installata nel 1879, è l’emblema di Vienna. Appena arriviamo
incomincia a piovere; questo imprevisto ci guasta il programma in quanto non ci
eravamo attrezzati per affrontare tale
inconveniente. Quasi tutti decidono di
salire ugualmente sulla ruota per ammirare Vienna dall’alto; al termine dobbiamo
rinunciare a proseguire la visita e, pertanto ci dirigiamo verso il centro per
trascorrervi la serata. All’ora di pranzo tutti a cena; chi in pizzeria, chi in
ristorante e chi, come me e Rita, seduti su una panchina a gustare un enorme ed
ottimo gelato. Alle 22,00 si riparte per il campeggio.
Al mattino del 3 maggio si
salda il conto del campeggio, si effettua il camper service, e si parte per
rientrare in Italia, sotto un cielo nuvoloso e raffiche di vento che ci
accompagneranno per quasi tutto il viaggio. Alle 12 ci fermiamo a Graz per il
pranzo. Si riparte appena pronti ed, in un’area di sosta prima di Villach, Rita
ed io ci accomiatiamo dai nostri compagni di viaggio perché seguiremo il
percorso Tarvisio, Udine, Venezia, Ravenna, Sarteano.
Termina così il nostro viaggio in Austria, soddisfatti per come esso si è svolto e per le nuove amicizie fatte. Era la prima volta che si andava con altri camper in un viaggio così impegnativo (abbiamo percorso quasi 3000 Km.) e posso affermare che il risultato è stato ottimo, ben oltre le aspettative. Un caloroso saluto a tutti quelli che leggeranno questa modesta cronaca di un periodo di vacanza trascorso in amicizia, allegria e cameratismo eccezionale.