UNA “ASSOLATA” BRETAGNA
Finalmente Bretagna!
Dalle vacanze dell’anno scorso durante le quali eravamo riusciti a visitare solo la
Normandia, non vedevamo l’ora di fare questo viaggio.
13/8/11 sabato
Per comprimere i tempi di avvicinamento scegliamo ancora il tunnel del Frejus e ci dirigiamo là in un traffico da bollino …bianco nonostante le previsioni per il sabato precedente il Ferragosto.(Tunnel Eur 48,70)
Non appena varcato il confine facciamo gasolio a prezzi “francesi” a St. Jean de Maurienne Eur 1,39 al litro (ma durante il viaggio presso i supermercati troveremo addirittura 1,26, 1,29 etc.)
Sosta pranzo al Lac de Bourget con vista rilassante e cielo azzurro.
Km., Km., Km., ma… dove ci dirigiamo per la prima tappa? Il vantaggio di essere soli non ci ha costretto a programmare le tappe in modo dettagliato, così, decidiamo strada facendo, nonostante la cosa si presenti impegnativa in quanto ci mancano ancora 406 Km. e sia già pomeriggio, di raggiungere Nevers, la città dove Santa Bernadette Soubirous visse in convento fino alla morte.
Alla sera del primo giorno Bruno ha guidato per 1.000 Km.: record storico! (in camper).
Ci piazziamo al campeggio comunale, sulla riva della Loira, e, dopocena, ci dirigiamo in centro , fiduciosi
di trovare abbondanza di indicazioni sui luoghi dedicati alla Santa ma, sorpresa, la mancanza totale di qualsiasi riferimento in merito ci fa addirittura dubitare di essere nella Nevers giusta!
Visitiamo, nonostante a quest’ora sia tutto chiuso, esternamente, la Cattedrale St. Cyr, il palazzo Ducale e l’antica sede vescovile che ora ospita gli Uffici Giudiziari col suo imponente portale ma di Bernadette nulla
nonostante mi stampi il naso contro la vetrina dell’Ufficio Turistico per sbirciare tutti i manifesti alla ricerca di qualche utile indizio, rimandiamo a domani le ricerche.
14/8/11 domenica
Con le indicazioni ricevute alla reception, dopo aver pagato Eur 17,54 per la notte ci spostiamo col camper di qualche Km. oltrepassando la stazione ferroviaria e raggiungiamo a piedi (indirizzati da un passante in assenza di indicazioni) l’Espace Bernadette, uno spazio cinto da mura che racchiude il convento, la cappella che custodisce il corpo della Santa in una teca di cristallo e, nel cortile, una grotta che riproduce quella di Lourdes con incastonata nel muro una pietra della grotta delle apparizioni, e dove si organizza l’accoglienza di gruppi per ritiri e seminari.
Felici per avere trovato ciò che cercavamo facciamo una riflessione sul curioso atteggiamento di questa città di cui, da una parte apprezziamo il fatto che non sfrutti commercialmente la Santa, ma da una parte osserviamo che addirittura ne custodisca così gelosamente la presenza, riservando la visita solo a chi è veramente interessato e non alla massa indirizzata da percorsi turistici.
Puntiamo verso ovest e nel pomeriggio attraversiamo con una breve sosta per qualche foto, Chauvigny, famosa e unica per la presenza di ben 5 castelli, siamo nella regione Poitou Charentes e nel pomeriggio raggiungiamo La Rochelle piazzandoci al Park relais Jean Moulin che nei 10 Euro richiesti per la sosta offre una andata e ritorno per il centro storico con bus navetta.
Partiamo subito alla scoperta di questa bella città sviluppata intorno al vecchio porto, molto animata da turisti e piena di locali caratteristici, torri di avvistamento sull’Atlantico e ponticelli che collegano le varie parti del porto dove c’è da fare la fila per l’attraversamento. Per spostarci da una riva all’altra del porto prendiamo addirittura un battello e ci imbattiamo in un catamarano che rientra da una giornata in mare.
Chauvigny La Rochelle
15/8/11 lunedì
Dopo aver fatto camper service al Park relais si punta verso nord : sosta d’obbligo a Rochefort en Terre, classificata “citè de caractere” per il perfetto stato di conservazione dell’impianto medievale e l’aspetto così curato, deliziosa (anche qui notiamo una quantità di case in vendita), ma non passeremo qui la notte, torniamo verso il mare , al campeggio Lok-Ker a Lockmariaquer (deduco dalle insegne dei vari alloggi per turisti che Ker è il corrispettivo di casa in bretone). E’ un campeggino essenziale, frequentato per lo più da stanziali, tranquillo, e a due passi dal porto, attorno a cui si concentrano tutte le attività commerciali. Salutiamo la luna che sale e la marea che cresce, Bruno accusa la stanchezza dei 2 giorni di lunghi spostamenti.
Per la notte al campeggio Eur 10,80.
Lockmariaquer
16/8/11 martedì
Non si può visitare la Bretagna prescindendo dalla visita di Carnac, così importante per gli allineamenti dei megaliti posti lungo un percorso di 4,5 Km. e per essere il sito abitato per più tempo dall’uomo nella sua storia.
Sostiamo nei pressi della zona archeologica di Kermario.
Devo dire che questa visita non ci ha entusiasmati perché tutto sommato si tratta di una serie di massi disposti su file ma soprattutto perché il sito è visibile, salvo visite guidate, solo attraverso una rete metallica lungo la strada (la motivazione è la necessità di ripristinare lo strato erboso per preservare la lenta erosione che porterebbe al ribaltamento dei grandi monoliti).
Mi chiedo che effetto farebbe una zona archeologica come la Valle dei Templi di Agrigento se i visitatori non potessero passeggiare tra un tempio e l’altro ma solo vedendoli da dietro una rete….
Carnac
Ripartiamo per un’altra meta imprescindibile: Concarneau.
Il parcheggio camper c/o la vecchia stazione ferroviaria costa solo 2 Euro a notte. Con una passeggiata siamo alla “Ville Close”, antica città fortificata, che raggiungiamo attraversando un ponte che ci introduce nel dedalo di vie e dove percorriamo il passaggio sulle mura di cinta.
Concarneau è un importante porto di pesca al tonno ed è famosa per l’annuale ” Festival des Filet Blu”( che sono le tradizionali reti dei pescatori),durante la quale ci sono sfilate in costumi locali e offerta da parte dei pescatori delle conserve di pesce tipiche.
Una parentesi che vorrei aprire riguarda l’atteggiamento dei francesi nei confronti del pane: le baguettes portate “a vista” , senza sacchetti, fuori dalle borse, legate ai cestini delle biciclette o fuori dagli zaini ma MAI spezzate e/ o imbustate. A noi italiani sulle prime fa un po’ ridere ma, in fondo, se fossimo noi ad avere dimenticato la sacralità del pane?
Concarneau Concarneau, le tipiche reti blu
17/8/11 mercoledì
Raggiungiamo Quimper, capitale della Cornovaglia francese e del dipartimento di Finistere , lasciando la costa per l’entroterra e ci sistemiamo al campeggio comunale Le Bois du seminaire (eur 9,40 per la notte) che si trova nel verde di un boschetto e la nostra piazzola si affaccia sul cortile di una scuola (probabilmente l’ex seminario) di cui notiamo non solo l’aspetto architettonico di vecchio palazzo ben conservato ma anche lo stato perfetto di manutenzione e facciamo un ipotetico paragone con lo stato di qualsiasi nostra scuola superiore. Questa ha addirittura il cortile annesso col campo da basket, la pista di atletica……ok, un altro pianeta.
Partiamo in bici alla scoperta di Quimper che è la vera anima (urbana) della Bretagna, con la sua atmosfera, il suo centro storico quasi tutto pedonale, le vie acciottolate, le case in legno e muratura, i negozi e i laboratori di ceramica, la cattedrale Saint Corentin, le passeggiate lungo le banchine del fiume Odet e i musicisti di strada con le loro melodie celtiche.
Quimper
18/8/11 giovedì
Oggi lasciamo i centri urbani e …….tutta natura. La “nostra Bretagna” ci aspetta : partiamo per la mitica Pointe du Raz. La Pointe du Raz (in lingua bretone: Beg ar Raz ) è un promontorio che si affaccia sul Mer d'Iroise (bene protetto dall'UNESCO), nella costa atlantica della Bretagna È spesso considerato idealmente il lembo di terra più ad ovest dell'intera nazione, isole escluse, e a mio parere questo concorre al suo fascino di “ terra di confine”.
Nel grande parcheggio, parte del quale riservato ai camper, si può pernottare pagando 15 Euro.
Ci sistemiamo e ci incamminiamo sul sentiero che porta al mare tra distese di erica in fiore immersi in una fitta nebbia (basse nuvole bretoni e non nebbia padana) che fa tanto atmosfera ma impedisce di vedere
la costa pur vicina, il faro, il mare………. Torniamo verso il parcheggio e raggiungiamo il centro visite assistendo a un filmato sulla dura vita dei pochi residenti sulla Ile de Sein poco al largo della Pointe du Raz.
Nel pomeriggio la visibilità migliora e ci permette di godere appieno del paesaggio.
19/8/11 venerdì
Prima di lasciare, a malincuore, questo angolo di natura spettacolare, passiamo per la Baia dei Trapassati, ampia spiaggia sabbiosa che prende il nome dal fatto che da qui i corpi dei naufraghi venivano imbarcati per essere sepolti sull’isola di Sein , sostiamo per una passeggiata lungo la scogliera, al punto sosta di Pointe du Van. Oggi il tempo è bello, stranamente stiamo collezionando una serie di belle giornate anomale per queste parti.
La cittadina di Locronan merita appieno la classificazione come “uno dei più bei villaggi di Francia”. E’ caratterizzato dalle medievali costruzioni bretoni in granito e la pedonalizzazione le conserva un fascino immutato nel tempo . Notevole e di grande atmosfera la Libreria celtica che occupa l’antico edificio che ospitava la tessitura del lino.
Per parcheggiare il camper a 2 passi del centro storico (con camper service annesso) bastano 3 euro e il biglietto è valido per tutto l’anno in corso!
A Plougonveline ci facciamo indicare la strada per Pointe St. Mathieu all’Ufficio Turistico in quanto manca l’indicazione stradale e queste località (Pointe du Raz, Pointe du Van, Pointe St. Mathieu) sono sconosciute al navigatore .
Qui rimaniamo ipnotizzati da qualcosa di straordinario quanto inatteso: il nostro sguardo è attratto da questo sito che possiede una magia particolare ed è come collocato in un "luogo non luogo". Il faro si trova vicino ai resti di un'antica abbazia benedettina semidistrutta nel quale sono visibili ancora poche strutture che fanno immaginare l’antica imponenza . La visita , sia dall’alto del faro visitabile che camminando fra le rovine che ricordano tanto l’abbazia di San Galgano in Toscana e il suo stesso fascino, è un luogo emozionante per il contrasto tra le antiche rovine e il modernissimo faro, in questo luogo che conquista il cuore.
Pointe St. Mathieu
Purtroppo non è consentito sostare per la notte nei pressi del faro, così di dirigiamo verso l’area di Ploumoguer scelta dall’elenco consegnatoci dagli addetti alla visita al faro. La scelta si rivela azzeccata, l’area è esemplare, tranquilla e curata, gli spazi per i camper sono separati da siepi di vari arbusti e ortensie di tutte le sfumature, ed è servita dal comodo camper service con carico di acqua a 1 euro. L’area offre anche la possibilità di usufruire di servizi igienici, docce e lavatrice dell’attiguo campo da calcio.
20/8/11 sabato
Puntiamo verso Tregastel Plage, Ploumanach, Perros Guirec: i luoghi simbolo della “costa di granito rosa”e
Il simbolo dei simboli: “la casa fra le rocce” che raggiungiamo incamminandoci a piedi su un sentiero punteggiato da massi rosa di ogni dimensione e dalle bizzarre forme che danno al luogo un aspetto lunare.
La famosa casa è attorniata da uno specchio d’acqua, al punto che risulta difficile capire da dove siano arrivate le auto parcheggiate davanti, ma è giusto così, è o no un luogo misterioso?
Lasciamo questo tratto di costa mitica e, mentre percorriamo la regione verso Est in cerca di un campeggio per la notte, attraversando la “Citè de caractere” Treguier ci imbattiamo nell’indicazione : “Area camper Bois des poetes” dove ci sono già una ventina di camper parcheggiati lungo il fiume. Serata e notte tranquille, dove l’attività più rumorosa dei vicini di camper è sedersi a guardare la marea che cresce e il buio che avanza.
21/8/11 domenica
La mattina ci spostiamo verso il centro di Treguier per la curiosità (non appagata ieri sera per la stanchezza) di vedere questa cittadina e fare qualche foto. La classificazione è meritata.
Raggiungiamo il faro di Cap Frehel, lasciando la costa di granito rosa per la cote Emeraude, e qui la Bretagna si fa più selvaggia e le falesie più alte, anche se non c’è traccia di quel vento forte che dovrebbe caratterizzare questi luoghi per almeno 330 giorni all’anno.
Il capo è raggiungibile attraverso un sentiero circondato da campi d’erica e il panorama della brughiera con lo sfondo dell’oceano è maestoso osservato dal l’alto del faro da cui si vede,non lontano, il Fort Lalatte, la nostra prossima tappa.
Fort Lalatte è un castello del ‘200 con doppio ponte levatoio su una falesia a picco sull’oceano. Venne trasformato in fortezza nel ‘600 per difendere le coste poiché permetteva di dominare l’area circostante ed era dotato di difese quali la fonderia per la costruzione di palle di cannone nella torre di guardia.
Si raggiunge percorrendo una strada sterrata in discesa che porta alla falesia su cui è stata costruita la rocca e qui si visitano un dedalo di stanze, la torre (per chi non soffre di vertigini) e il cortile interno popolato da figuranti intenti alle attività quotidiane, infatti è ora di pranzo e li immortaliamo a tavola!
Cap Frehel Fort Lalatte
Sosta pranzo all’ombra di un albero a fianco della strada, passiamo il Barrage de la Rance (centrale mareomotrice sulla foce del fiume Rance) e siamo al cospetto di una città racchiusa da bastioni circondati dal mare detta “la città dei corsari”: la vivacissima e affollatissima Saint Malo.
La raggiungiamo col bus navetta dal parcheggio Paul Feval nei pressi dell’ippodromo, ma non vi resistiamo a lungo per via della grande folla domenicale e l’afa alle quali tentiamo di sfuggire salendo sulle mura da cui si dominano la città, sull’esterno l’ampia spiaggia scoperta dalla bassa marea e l’enorme piscina (ricavata per mantenere un livello dell’acqua costante e una temperatura più accettabile) e l’isolotto “Ile du Grand Be” raggiungibile solo con la bassa marea, dove riposa Chateaubriandt, uno dei più noti autori della letteratura francese dell’800 nato e morto proprio a Saint Malo .
Preferiamo lasciare il parcheggio (Eur 7,40 per 24 ore) e ripercorrendo a ritroso il Barrage de la Rance raggiungiamo il camping Le Port Blanc a Dinard, sulla spiaggia ed è qui che testiamo la temperatura dell’acqua : non oltrepassiamo la caviglia. Cena in un ristorantino a base di frutti di mare e tornando in campeggio ci rendiamo conto che le case di questa stazione balneare di stile Belle Epoque sono frequentate
da parigini. Anche qui tranquillità assoluta, nessuno in giro dopocena, lo stile che noi apprezziamo di più.
Per la notte al campeggio Eur 20,60.
Cancale
22/8/11 lunedì
Cancale! Capitale dell’allevamento dei frutti di mare e in particolare delle ostriche, le nostre aspettative non rimangono deluse, sia per il paese di casette di pescatori davvero gradevole col suo mercato delle ostriche, per l’area di sosta facilmente raggiungibile con un percorso pedonale, che per il pranzo dove io e Bruno andiamo all’arrembaggio di una grande barca piena di ogni ben di Dio offra il mare: ostriche, gamberi, gamberoni, scampi, lumachine, granchi. Insomma, giudizio positivo.
Per la notte vogliamo raggiungere Le Mont St. Michel per ripetere l’esperienza di passare la notte al cospetto dell’Abbazia illuminata e così, nel pomeriggio, varchiamo la linea invisibile che divide Bretagna e Normandia.
Arrivando da Ovest la vista dell’Abbazia dapprima immersa nella foschia e poi sempre più chiara e dai contorni sempre più definiti è una di quelle immagini che riempiono di fascino i ricordi di un viaggio che resta nel cuore.
(sottofondo musicale:
"an dro Bro-Gwened"
motivo tradizionale bretone)
Mara (2011)